Addio ad Antonio Tabucchi

Ci ha lasciato ieri Antonio Tabucchi, scrittore e traduttore di fama internazionale, italiano di origine e portoghese nel cuore. Aveva 68 anni, era malato di cancro e si trovava a Lisbona, la città natia di sua moglie, dove abitava e amava trascorrere gran parte del suo tempo. Una perdita molto grande per il panorama culturale, come sottolineato anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in una nota del Quirinale, esprime la sua commossa partecipazione “al cordoglio della famiglia e del mondo della cultura per la perdita di uno scrittore civilmente impegnato che, con la sua attenzione alle tradizioni e alle vicende non soltanto del suo Paese, i suoi legami e il suo stile letterario, ha saputo interpretare lo spirito europeo”.
Tabucchi aveva iniziato la sua carriera letteraria nel 1975 con la pubblicazione di “Piazza d’Italia” (Bompiani). In seguito a numerose altre pubblicazioni, il successo arrivò poi negli anni ’90 con la pubblicazione prima di “Requiem” (Feltrinelli), scritto in portoghese e tradotto in Italia da Sergio Vecchio, e poi di “Sostiene Pereira. Una testimonianza” (Feltrinelli), volume che gli valse il premio Campiello ma anche una trasposizione cinematografica diretta da Roberto Faenza e interpretata da Marcello Mastroianni.
Nonostante il grande impegno come scrittore, Tabucchi viene ricordato e apprezzato anche per il suo lavoro in ambito traduttivo, soprattutto per quanto riguarda le opere di Pessoa, di cui era il maggior conoscitore ed esperto. Non a caso, infatti, la Fondazione Pessoa di Lisbona omaggerà il ricordo di Tabucchi con la giornata del 2 aprile, quando si terrà una maratona di lettura integrale di “Requiem”.